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Per la prima volta quest’anno ho partecipato a Modena Play, insieme ai miei amici di Smart Gaming. Mentre loro già il venerdì erano all’apertura dei cancelli, io ho potuto partecipare solamente sabato. Poco male: c’era un casino di gente ma mi ritengo più che soddisfatto. Ecco cosa ho provato, con relativa calma: Flamme Rouge, Warstones, Vektorace, Quoridor, Wizard’s Garden, Zen Master, Pandemic – La caduta di Roma, Cryptid.

Per prima cosa mi sono ricongiunto con il team di Smart Gaming. Beati loro, stavano provando Underwater Cities (MS Edizioni) ed erano già a spiegazione inoltrata. Con una lacrimuccia mi sono diretto a esplorare i vari padiglioni e a vedere cosa c’era di interessante. Matteo però mi rallegra mostrandomi la fantastica copia – una delle 100 disponibili in italiano – di Cryptid (Playagame), un gioco che aspettavamo con ansia. Proseguo per la mia strada e mi faccio spiegare rapidamente Villanious (Ravensburger), un gioco asimmetrico dove si interpretano i diversi “cattivi” Disney che potrebbe essere interessante come prossimo acquisto (in Italia a Settembre). Poi esploro ancora un po’.

Era già tempo di ricongiungersi agli altri. Sto vagando con Gianmarco per il padiglione quando intravedo una versione un po’ strana di Flamme Rouge (Playagame), che non avevo mai giocato prima. Per chi non lo sapesse è un gioco di ciclismo in cui ognuno fa avanzare i propri corridori giocando delle carte. Al tavolo ci sono dei posti. Chiedo se posso sedermi. Uno strano tizio sta spiegando in inglese le regole. Scopro che si tratta di Asger Harding Granerud, addirittura l’autore del gioco! Sta spiegando la nuova espansione e ricomincia la spiegazione appositamente per noi. Arriva anche Luca, ultimo posto disponibile: Granerud ricomincia a spiegare una terza volta. Beh che dire: giocare con l’ultima espansione ancora in versione disegnata da lui, essere battuto sempre da lui in volata all’ultima carta è stato bello: son soddisfazioni! La foto di rito è per forza anche la cover di questo articolo.

Volata Finale!

Finita questa stupenda esperienza di gioco girovago ancora un po’ con Luca. Ci facciamo raccontare lo spettacolare gioco di miniature di Battlestar Galactica (serie tv fra le mie preferite) e decidiamo di sederci a caso, sul primo tavolo libero. È Warstones (Red Glove). Un gioco dalla tematica guerresca in cui bisogna assediare delle torri e distruggerle prima che lo faccia il nemico, o prima che il nemico ti distrugga. La dinamica interessante è che le truppe vengono letteralmente lanciate con le dita sul campo di battaglia, un po’ come facevamo da piccoli con le biglie in spiaggia.

La partita però viene interrotta bruscamente da una chiamata che riceve Luca. È Matteo, il quarto elemento del team: “è l’ora della finale di Vektorace (Ghenos Games)”. Si erano qualificati il giorno precedente. E io no. Perché non c’ero. Vado comunque a fare il tifo. Ma in realtà una scusa per andare a conoscere Spartaco Albertarelli, l’autore del gioco e uno dei più famosi game designer italiani. Faccio un giro di prova mentre i miei amici ricevono sportellate a destra e a manca, resistono come degli eroi, ma perdono di un soffio in volata. Peccato.

Ultima curva pericolosa!

Come defaticamento facciamo una partita veloce a dei giochi lignei. Io e Gian ci sfidiamo a Squadro (Oliphante), un gioco astratto in stile scacchistico dove bisogna raggiungere il lato opposto della plancia, ostacolando con dei piccoli muri il percorso dell’avversario. Perdo. Ma apprezzo molto un gioco veloce ma comunque strategico.

Birretta e panino. È abbondantemente passata l’ora del pranzo e ormai sono necessari.

Girovaghiamo un po’ per valutare qualche acquisto, e l’accoppiata Jurassic Snack (Playagame) + Counterfeiters (Quined Games) che si porta a casa Matteo sembra molto azzeccata.

Jurassic Snack + Counterfeiters

Ci ritroviamo ai tavoli vicino allo stand Helvetiq. “Cosa ci fate provare”? Ci sfoggiano Wizard’s Garden (XV Games), un gioco apparentemente simile a forza 4 ma molto carino, più profondo e strategico: purtroppo siamo già un po’ fusi per giocarlo abbastanza strategicamente. Vinco facile su Luca. Poi proviamo l’ottimo Zen Master, un gioco di carte in cui bisogna stare molto attenti su quando prendere la mano e quando lasciarla agli altri… Luca se lo compra subito, insieme a un altro giochino dal layout molto carino: Bandido.

Bandido

Decidiamo che è il momento di fare l’ultimo sforzo. Un po’ d’istinto ci mettiamo a cercare Pandemic – La Caduta di Roma (Asmodee). Nessuno di noi l’ha ancora mai giocato, ma tutti ne abbiamo sentito parlare. Le regole più o meno dovremmo saperle. Ci sediamo. Il gioco fila liscio (per chi non lo sa è un collaborativo in cui i giocatori hanno il compito di arginare la discesa dei Barbari su Roma, basato sul mitico Pandemic) e dopo poco più di un’ora vinciamo, forse troppo facilmente. È possibile che un leggero errore di setup che ci abbia un po’ favorito ma comunque il gioco è promosso, anche se personalmente lo trovo molto, molto simile al suo parente Pandemic. Forse troppo simile. Non so se lo comprerei, insomma.

Pandemic – La Caduta di Roma

Si è fatto tardi. C’è giusto il tempo di un’ultima capatina allo shop di Dal Tenda prima che i padiglioni chiudano. Noi però non abbiamo ancora finito. Abbiamo prenotato un’aperitivo con chi segue il Podcast del Dunwich Buyers Club per conoscere il gruppo e per farci conoscere un po’. Ci sediamo e nell’attesa del buffet non può che scapparci una rapido intavolamento di Cryptid. Era lì che ci aspettava!

Prima partita a Cryptid!

Dopo un po’ di chiacchere è per me tempo di salutare la combriccola e tornarmene a casa. A mani vuote. Perché la voglia di giocare era tanta e il tempo per comprare troppo poco. A mani vuote quindi, ma contento 🙂

Foto di Gruppo con il Dunwich Buyers Club

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