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Rail Road Ink edito in Italia da Ghenos Games è un gioco roll and write a tema ferroviario/autostradale per 1-6 giocatori (12 combinando due scatole, 18 combinando tre scatole, 24… insomma avete capito), disponibile in due versioni, blazing red e deep blue.
Ho messo gli occhi su questo piccoletto questa estate mentre sfogliavo compulsivamente la lista dei giochi in uscita a Essen nel tentativo vano di creare un percorso ordinato per la visita allo Spiel. Spoiler: come qualsiasi bambino in parco giochi mi sono perso più volte, distratto da colori sgargianti e materiali riflettenti.
Inizialmente mi avevano colpito la bellezza dell’artwork e i nomi degli autori: Lorenzo Silva e Hjalmar Hach. Questi due signori in coppia ci hanno regalato il buon Dragon Castle e da soli vantano titoli come Alone, Steam Park, Pozioni Esplosive e Photosynthesis. Insomma è finito prima nella mia lista dei giochi da provare e successivamente in collezione.

Il gioco

Lo scopo del gioco è cercare di connettere tra di loro il maggior numero di uscite presenti sulla plancia usando i pezzi di strada o ferrovia che escono di volta in volta sui dadi. Si fanno punti con la strada più lunga, la ferrovia più lunga e cercando di commettere meno errori. Ulteriori punti bonus si ottengono per ogni tratta disegnata nelle nove caselle al centro della griglia
Una partita base si sviluppa in 7 round, in cui si lanciano i quattro dadi tratta e ogni giocatore dovrà disegnare sulla sua plancia tutte le strade o le ferrovie presenti su di essi. I nuovi segmenti di strada o ferrovia dovranno sempre essere connessi a una tratta esistente o a un’uscita a lati della griglia. Per comodità e per essere sicuri che nessuno bari si deve segnare sulla casella il numero del round in cui è stata riempita. Quando ogni giocatore ha finito di disegnare tutti e quattro i segmenti del turno in corso si lanciano nuovamente i dadi e si procede con il round successivo.
A partire dal secondo turno si potranno utilizzare le tratte speciali presenti sulla parte superiore della plancia, una a turno, per un massimo di tre a partita.
Nelle due scatole troviamo anche delle espansioni, che hanno in comune l’effetto di ridurre la durata della partita da sette a sei round, aggiungendo delle varianti interessanti al gameplay.
Nella scatola blu troviamo laghi che aggiungono nuove possibilità per connettere la vostra rete e fiumi che contano come un nuovo tipo di tratta. Quindi preparatevi ad aggiungere dei rilassanti paesaggi alla vostra plancetta.
Nella scatola rossa troviamo meteore che cadono casualmente sulla vostra griglia di gioco e distruggono ogni strada/ferrovia su di essa e i vulcani che eruttano lava riducendo le caselle a vostra disposizione. In questo caso preparatevi a eventi catastrofici che spaccano tutto.

Valutazioni

Railroad Ink è un gioco molto piacevole, leggero ma non banale. Ti costringe a pensare al piazzamento di ferrovie e strade scommettendo un po’ su quelli che potrebbero essere i prossimi segmenti, e a cambiare quando questi inevitabilmente non escono.
L’interazione con gli altri giocatori è nulla: non potete in nessun modo interferire con le plance degli altri giocatori, caratteristica che rende il gioco un solitario di gruppo. La sensazione che lascia alla fine della partita è quella di aver fatto un percorso assieme, scegliendo però strade diverse (questa è un po’ gratuita, ma non ho resistito).
La presenza delle espansioni garantisce una buona rigiocabilità, aggiungendo nuove regole e aggiungendo un po’ di varietà al gioco.
Se state cercando un buon filler o un peso leggero da aggiungere alla vostra collezione ve lo consiglio, e vi consiglio di prendere entrambe le versioni perché finisce sempre se siete in sette e se ne avete uno solo vi tocca far giocare insieme quei due vostri amici che magari non vanno tanto d’accordo e poi litigano e si rovinano le amicizie.
P.S.: Lo chiamo RailRoad ink ma il nome dell’edizione italiana è “Le strade d’inchiostro”, come sempre riusciamo a prendere opere con titoli perfetti in inglese e a tradurli in qualcosa di “meh”.
P.P.S.: Nonostante tutto il mondo dica che la versione blu sia più carina perché aggiunge nuove possibilità di fare punti senza distruggere la mappa, io preferisco la rossa. La rossa è più casinara: vedere una bella meteora che distrugge un collegamento a un vostro avversario o la sola idea di continuare a disegnare strade e trenini mentre vulcani eruttano ti scatena l’ignoranza, quella ancestrale, quella che tutti cerchiamo di nascondere.

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